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ATTENZIONE ALLE ZECCHE

LA RICETTA PER COMBATTERE LO STRESS? DUE ORE ALLA SETTIMANA TRASCORSE IN MEZZO ALLA NATURA
A dirlo, confermando qualcosa che già conoscevamo per esperienza, è uno studio britannico appena pubblicato da Scientific Reports : stare a contatto con la natura per almeno due ore a settimana migliora la nostra salute psico-fisica.
Già ma come farlo in modo sicuro in tempo di zecche?
Negli ultimi anni la presenza di questo parassita nelle nostre montagne, ma anche nella bassa pianura e in città, è aumentata: capita sempre più frequentemente di incorrrere nel possibile morso di questo parassita!
Chi  sono le zecche?
Le zecche sono ectoparassiti (cioè il loro parassitismo si svolge all’esterno dell’ospite), artropodi (cioè sono in possesso di zampe articolate), ematofagi (si nutrono del sangue dell’ospite come le zanzare) appartenenti alla classe degli Arachnidi (la stessa di acari, ragni e scorpioni per intenderci!).
Il loro ciclo biologico, dopo la schiusa delle uova avviene in tre stadi, larva, ninfa e adulto, ed il passaggio da uno stadio a quello successivo richiede un pasto di sangue che è necessario alle femmine anche per la maturazione delle uova.
La loro dimensione può variare a seconda dello stadio di sviluppo.
Le ninfe e gli adulti utilizzano la vegetazione per raggiungere una determinata altezza dal suolo; si arrampicano su steli erbosi o cespugli dove si ancorano in attesa di captare la presenza di ospiti attraverso la ricezione di segnali chimici o termici (possiedono un organo, posto sulle zampe, che rivela la presenza di anidride carbonica, ammoniaca, acido lattico e movimento).
La zecca si attacca all’ospite conficcando il rostro ( l’apparato buccale) nella cute, il morso è indolore perché emettono una sostanza anestetica, poi inizia a nutrirsi alternando momenti di suzione e di rigurgito.
Perchè sono pericolose?
Di per sè il morso della zecca non è pericoloso, lo diventa però a causa dei microorganismi che possono passare all’ospite durante il suo pasto, trasmettendo in questo modo alcune malattie.
Tra queste, le più temute sono il Morbo di Lyme e la TBE (encefalite da zecca) .
Il morbo di Lyme e provocato dalla Borrelia, un batterio del quale i serbatoi si trovano in una grande varietà di mammiferi, che lo trasmettono alla zecca quando questa si nutre su di essi. I sintomi della malattia comprendono il caratteristico  eritema migrante spesso accompagnato da stanchezza, febbre, brividi, cefalea e rigidità nucale . Successivamente (anche a distanza di anni) si possono manifestare sindromi neurologiche, miocardiche, artritiche e dermatologiche . 
La TBE è invece provocata da un virus che circa nel 70%-80% dei casi provoca un’infezione senza o con sintomi poco rilevanti, che può passare inosservata. Tuttavia nel restante 30%-20% dei casi, dopo un periodo che dai 3 ai 28 giorni dal morso, si possono presentare inizialmente dei sintomi di tipo influenzale (febbre alta, forte mal di testa, mal di gola, stanchezza, dolori ai muscoli e alle articolazioni) e successivamente, dopo un breve miglioramento di alcune settimane, può iniziare una fase caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale con conseguenze che possono essere permanenti ed invalidanti (e in rarissimi casi anche mortali).
Per questa malattia esiste un vaccino che viene inoculato in tre dosi e permette di non contrarre la malattia.
Come possiamo evitare il morso delle zecche?
Sicuramente è utile avere qualche accorgimento quando decidiamo di partire per una passeggiata nella natura.
 
Prima di partire indossiamo un abbigliamento appropriato , meglio se di colore chiaro (rende evidente la presenza delle zecche) in grado di coprire quanto più possibile il corpo (camicia a manica lunga, pantaloni lunghi, infilando la camicia nei pantaloni e questi nei calzini).
Inoltre proteggiamo i piedi con scarpe alte sulle caviglie.
Se la nostra escursione si svolge in un territorio nel quale è nota la presenza dei zecche, applichiamo prodotti repellenti(specifici per questo parassita) sulle parti scoperte e sui vestiti, seguendo scrupolosamente le avvertenze riportate sui prodotti.
Durante la nostra passeggiata camminiamo al centro dei sentieri, facciamo attenzione a non sostare o sederci nell’erba alta o in prossimità di cespugli e di vegetazione incolta.
Al nostro rientro spazzoliamo i vestiti e gli zaini (meglio se prima ancora di entrare in casa) poi ci laviamo e controlliamo tutto il corpo (meglio se con l’aiuto di un’altra persona) senza trascurare la schiena, il cuoio capelluto, le parti intime e la zona intorno all’ombelico.
E SE, NONOSTANTE TUTTO, TROVIAMO UNA ZECCA?
Dobbiamo rimuoverla subito , evitando di cospargerla con sostanze oleose o irritanti e proteggendo le mani.
Per farlo correttamente è possibile utilizzare una pinzetta afferrando la zecca il più vicino possibile al punto di inserzione nella cute tirandola delicatamente, senza strappi fino al distacco, facendo attenzione a non schiacciarne il corpo.
Per questo esistono strumenti specifici in commercio.
Poi disinfettiamo la parte evitando prodotti che colorano la pelle.
Ricordiamoci di annotare la data di rimozione e la località in cui si è stati morsi.
Per un periodo di 30-40 giorni osserviamo quotidianamente l’eventuale comparsa di segni d’infezione.
In caso di in caso di arrossamento in corrispondenza del morso o di comparsa di sintomi generali di tipo simil-influenzali (febbre, stanchezza, dolori muscolari ed altro) andiamo dal nostro medico al quale riferiremo la data ed il luogo in cui siamo stati morsi dalla zecca!
ALLORA ORA POSSIAMO AUGURARVI BUONE  PASSEGGIATE!!!!!!
2019-07-10T14:43:36+00:00 10/07/2019|

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